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martedì 1 giugno 2010

Shirley Jackson fra i classici della Library of America

Shirley Jackson: Novels and Stories, Library of AmericaAnche Shirley Jackson entra finalmente a pieno titolo nei classici della letteratura americana, con il volume antologico Shirley Jackson: Novels and Stories a lei dedicato dalla prestigiosa The Library of America, curato dalla scrittrice Joyce Carol Oates che ne ha selezionato per l'occasione le opere più significative.

Il libro, corredato di approfondite sezioni bio-bibliografiche, comprende in più di ottocento pagine le storie brevi dell'intera antologia The Lottery; or, The Adventures of James Harris (1949), i romanzi The Haunting of Hill House (1959) e We Have Always Lived in the Castle (1962), oltre a un'ulteriore selezione di racconti e bozze.

Tutti i particolari e l'indice dei contenuti al completo sono disponibili presso la pagina web dedicata della Library of America, insieme a due files liberamente scaricabili: l'intervista originale The Library of America interviews Joyce Carol Oates about Shirley Jackson (PDF, 61k) e un'estratto dalla raccolta con il racconto Trial by Combat (PDF, 43k).

Shirley Jackson: Novels and Stories
a cura di Joyce Carol Oates
The Library of America, 2010
copertina rigida, 832 pagine, $35.00
ISBN 9781598530728

sabato 3 ottobre 2009

The Suburban Gothic in American Popular Culture: saggio sull'orrore suburbano

The Suburban Gothic in American Popular Culture cover copertinaIl gotico suburbano negli Stati Uniti è il tema del saggio The Suburban Gothic in American Popular Culture di Bernice M. Murphy, pubblicato nel Regno Unito dalla Palgrave Macmillan. Un libro che non manca di destare le nostre maniacali curiosità di lettori horror, nonostante il prezzo proibitivo da specialità accademica.

L'autrice, docente di letteratura popolare al Trinity College di Dublino, prende in esame la suburbia americana attraverso la sua rappresentazione nell'orrore letterario, cinematografico e televisivo a partire dal 1948, definendo un sottogenere gotico in grado di osservare - con sguardo penetrante e critico - gli aspetti della società moderna stessa.

L'opera si snoda su diversi temi, dal gotico urbano in Shirley Jackson e Richard Matheson alle streghe borghesi del Conjure Wife di Fritz Leiber (in italiano Ombre del male o Il complotto delle mogli); dalla contemporanea deumanizzazione di alieni, androidi e zombie agli spettri che infestano il sobborgo cittadino, i suoi serial killer e suoi valori familiari secondo il cinema horror, fino agli esempi TV di Buffy e Desperate Housewife.

The Suburban Gothic in American Popular Culture
Bernice M. Murphy
Palgrave Macmillan, 2009
copertina rigida, 256 pagine, £50.00
ISBN 9780230218109

giovedì 20 agosto 2009

Shirley Jackson al cinema con We Have Always Lived in the Castle

We Have Always Lived In The Castle Shirley Jackson 1962 coverDiventerà un film We Have Always Lived in the Castle, il romanzo di Shirley Jackson da poco ripubblicato in Italia con il titolo di Abbiamo sempre vissuto nel castello.

A realizzarlo sarà la Further Films, la casa di produzione di Michael Douglas che ne ha affidato la sceneggiatura a Mark Kruger, già autore e produttore della serie TV soprannaturale The 4400.

Sottile horror psicologico, la storia ruota intorno alle sorelle Merricat e Connie Blackwood che, con l'invalido zio Julian, vivono recluse nella grande casa vuota dove il resto della famiglia morì anni prima avvelenato. La vita scorre, fra ombre di sospetto e di follia, finché un perduto e misterioso cugino busserà alla loro porta.

giovedì 9 luglio 2009

Abbiamo sempre vissuto nel castello

Abbiamo_sempre_vissuto_nel_castello_adelphi_imageAbbiamo sempre vissuto nel castello (We Have Always Lived in the Castle, 1962), è un romanzo di Shirley Jackson denso di orrore psicologico, sul filo della follia e non privo del cinico, nerissimo umorismo che contraddistinse l'autrice de La lotteria e de L'incubo di Hill House.
Già apparso in Italia, quasi vent'anni fa col titolo di Così dolce, così innocente, il volume è appena tornato in libreria in una nuova edizione presso Adelphi.

"A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce": con questa dedica si apre L’incendiaria di Stephen King.
È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido.

Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo.

E quando in tanta armonia irrompe l’E­straneo (nella persona del cugino Charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia.

Ma il malessere che ci invade via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i "brividi silenziosi e cumulativi" che – per usare le parole di un’am­miratrice, Dorothy Parker – abbiamo provato leggendo La lotteria.

Perché anche in queste pagine Shirley Jack­son si dimostra somma maestra del Male – un Male tanto più allarmante in quanto non circoscritto ai "cattivi," ma come sotteso alla vita stessa, e riscattato solo da piccoli miracoli di follia.

Abbiamo sempre vissuto nel castello
Shirley Jackson
Adelphi, 2009
brossura, 182 pagine, Euro 18,00
ISBN 9788845923661